IL CONTESTO ED I DATI

IL CONTESTO ED I DATI

Ci siamo chiesti se tanti dei nostri ospiti, negli anni incontrati in strada, sarebbero arrivati in quello stato di indigenza, se fossero stati accolti e sostenuti in altri momenti della loro storia. Difatti i servizi attivi, siano essi pubblici o del terzo settore (inclusi i servizi propri della nostra Associazione), aspettano le persone al fondo della propria esperienza umana, nei luoghi e nei momenti di massima disperazione e caduta. Non sono frequenti servizi che invece intervengono nell’area della fragilità, ovvero che siano di supporto a persone che, pur essendo molto probabilmente destinate a sprofondare, ancora non abbiano esperimentato questa caduta.

Queste domande ci siamo poste in particolare per i padri separati ed abbiamo pensato al progetto di ospitalità di soccorso “Io sto con te”, al quale abbiamo dato come sottotitolo lo slogan “Lavorando per la Bigenitorialità”. In effetti si interviene sui genitori, garantendo il loro diritto di esercizio al ruolo, come previsto dalla Legge n. 54/2006, per salvare anche e soprattutto i figli.

In Italia la prima emergenza è quella demografica: il paese a più basso tasso di fertilità femminile al mondo insieme con la Corea del Sud, con un trend di invecchiamento della popolazione allarmante e che sembra inarrestabile. Si è passati da 560.010 (fonte: ISTAT “Natalità e fecondità della popolazione residente: caratteristiche e tendenze recenti 2006” 01/07/2008) nati nel 2006 ai 473.438 del 2016 (una diminuzione di 86.572 nati), con un tasso di fecondità che rimane bloccato a 1,35% per donna ed un tasso di natalità che è sceso dal 9,5% al 7,8%, mentre il tasso di mortalità è passato dal 9,4% al 10%. Circa 100.000 minori all’anno sono coinvolti da separazioni familiari (fonte: Documenti commissioni del Senato della Repubblica)

In Italia il processo di disgregazione familiare ha dimensioni ben descritte dalla ricerca ISTAT “Matrimoni, separazioni e divorzi” nel 2015 pubblicata il 14/11/2016. Nel 2015 ogni 1000 matrimoni 339,8 risultano risolti in separazioni di cui 297 in divorzi. Dalla stessa ricerca si evince che nonostante l’affidamento esclusivo alla madre dei figli minori sia passato dall’80% del 2005 all’8,9% del 2015, la casa assegnata alla moglie è passata dal 57% al 60%, le separazioni con assegno corrisposto dal padre alla madre sono rimaste stabili passando dal 95% al 94%. Quindi, formalmente l’affidamento risulta condiviso, ma nella pratica sempre di più la casa passa alle madri e rimane stabile la pratica dell’assegno di mantenimento dal padre verso la madre.

Un paese che invecchia, in crisi economica, non riesce a invertire la rotta se non ripensa anche ai propri valori e alle proprie priorità. Una delle manifestazioni del modello individualistico, ovvero fondato sull’individuo e non sulla comunità o sulla famiglia, risulta essere proprio il sacrificio dei figli che nella disgregazione familiare o delle coppie, perdono un genitore, il più delle volte il padre.

L’indagine ISTAT sulle “Persone senza fissa dimora” pubblicata il 10/12/2015 alla pagina n. 8 ed alla n. 9, è riportato il paragrafo “La separazione dal coniuge conduce sempre più alla condizione di ‘senza dimora’”. Nella ricerca si afferma che: “La perdita di un lavoro stabile insieme alla separazione dal coniuge e/o dai figli si confermano come gli eventi più rilevanti del percorso di progressiva emarginazione che conduce alla condizione di ‘senza dimora’”. Si afferma inoltre che: “Dal 2011 al 2014, si stima un forte aumento delle persone senza dimora che hanno vissuto una separazione, dal 59,5% al 63%”. Si legge inoltre: “La maggior diffusione dell’evento separazione rispetto al 2011 si riflette nell’aumento delle persone senza dimora che vivono sole (da 74,5% a 78,3%)”. Quindi, la disgregazione familiare alimenta l’emarginazione, la povertà e la caduta nell’indigenza.

La più grande sfida per la realizzazione di un servizio stabile è lo sforzo economico per avviarlo, in quanto il mantenimento e la sostenibilità del servizio sono garantite dalla compartecipazione alle spese degli ospiti ed eventualmente da fondi messi a disposizione. La richiesta di adesione da parte degli utenti è alta. Le possibilità di acquisire immobili, sono agevoli anche grazie ad una rete di partner acquisita, aderente al progetto. Ma per rendere possibile l’avvio, necessitano fondi che consentano di poter arredare gli alloggi e renderli fruibili al meglio. Su questo chiediamo di contribuire alla costituzione di un fondo a cui poter attingere.